Quando si parla di musica a scuola, molti docenti si limitiamo a far imparare canzoncine ritmate in vista della recita o a proporre ascolti "di sottofondo" per calmare i bambini. Proprio l'altro giorno in un mio laboratorio di musica arriva un bambino di 4 anni che si siede nel cerchio e la prima cosa che mi dice è "Non facciamo Mozart però, no!". L'espressione del viso che ha accompagnato questa dichiarazione era di pura ansia e timore di dover fare per forza qualcosa che non voleva assolutamente fare. Subito dopo la mamma interviene e mi spiega che la maestra in classe fa ascoltare Mozart dopo il pranzo per accompagnare un momento di relax. Ora...ci sarebbero davvero tante cose da dire in merito, ma ciò che mi interessa è convincervi di due cose:
- Questa modalità NON è fare musica a scuola, ma la musica diventa uno strumento passivo utilizzato unicamente per scopi di gestione della classe...e, devo dire, non sempre questa strategia funziona (oltre al fatto che potrebbe generare disinteresse o addirittura evitamento della fruizione musicale da parte dei bambini);
- Potete essere in grado di portare esperienze musicali in sezione/classe anche senza saper suonare uno strumento o senza possedere conoscenze musicali accademiche...quello che serve è un minimo di formazione, interesse e volontà di mettersi in gioco.
E ora vi dirò di più...uno dei generi musicali che è più semplice da portare in classe, meno ordinario ma più bistrattato (perché meno conosciuto), è l'opera lirica. Ma se vi dicessi che l'opera lirica è uno degli strumenti più potenti che avete a disposizione per lavorare su ascolto ed emozioni?
Oggi voglio parlarvi di un capolavoro: L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Donizetti è il compositore dell’equilibrio. Ne L’elisir d’amore, non c’è solo la trama brillante del villaggio che aspetta il miracolo. C’è una precisione chirurgica nel modo in cui la musica descrive i personaggi. Ogni melodia è cucita addosso al sentimento che deve raccontare: l’insicurezza di Nemorino, l’orgoglio di Adina, la millanteria farsesca di Dulcamara.
Dal punto di vista pedagogico, l’opera ci aiuta a lavorare su tre pilastri:
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L’audiation delle intenzioni: sappiamo che il concetto di audiation vede l'ascolto come il "dare un senso al suono". In quest'opera i bambini capiscono al volo se Nemorino è disperato o se Dulcamara sta dicendo una bugia. Non serve spiegare nulla: la musica parla da sola. È un esercizio incredibile per allenare l'empatia attraverso l'orecchio.
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Il valore del dialogo attraverso il duetto: l’intera opera è un gioco di relazioni. Niente è isolato. Nelle arie c’è un continuo botta e risposta tra orchestra e voce, o tra i personaggi. Far sperimentare ai bambini che la musica è "ascoltare l'altro per poter rispondere" è una lezione che va ben oltre la musica, arrivando dritta al cuore della convivenza in classe, all'educazione civica, alla sfera sociale e della comunicazione efficace.
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Il ritmo narrativo: la trama dell’opera è brillante e veloce. Il ritmo della musica segue quello della storia: è incalzante, pieno di colpi di scena. Utilizzare questi brani permette ai bambini di sperimentare pulsazione e sequenze ritmiche in modo immediato e facilmente accessibile.
Come portare allora l'opera in sezione/classe senza annoiare? L'errore più grande è trattare l'opera come una lezione di storia o di italiano. L'opera è teatro, è movimento, è canto.
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Non spiegate la trama, fatela vivere: cos'è un'opera lirica se non un racconto, una storia? Se i bambini sono piccoli potete raccontare la trama utilizzando, ad esempio, delle marionette; se i bambini sono più grandini potete ricorrere ad un libro come mediatore e ponte tra i nostri ascoltatori e la musica lirica. Associate al racconto anche estratti di video in cui poter osservare da vicino scenografia, costumi, movimenti dei personaggi. Un esempio lo trovate qui, realizzato da me durante il Covid.
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Timbri e colori: Donizetti usa l'orchestra per dipingere. Chiedete ai bambini di associare i suoni che ascoltano agli strumenti: è un flauto? È un tamburo? Sta ridendo o sta piangendo? Cosa racconta di questo personaggio o di quello che sta succedendo?
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Il gioco dei ruoli: l'opera è il luogo dove si interpretano i ruoli. Fate giocare i bambini a "diventare" il personaggio della musica che stanno ascoltando. È un modo fantastico per lavorare sulla consapevolezza del corpo, dello spazio e delle relazioni che intercorrono con gli altri personaggi. Si può proporre una drammatizzazione de i bambini sono più piccoli (ultimo anno infanzia-primi due primaria) oppure elaborare un percorso interdisciplinare con italiano per leggere e analizzare proprio alcuni estratti dal libretto operistico.
Questi sono solo brevissimi spunti ma le possibilità creative sono infinite!
In conclusione portare l'opera in classe non deve avere come obiettivo quello di formare piccoli intenditori e fruitori di questo genere musicale, ma offrire loro un'esperienza di bellezza "totale" che non richiede sforzo, ma solo disponibilità a meravigliarsi. La musica di Donizetti è un elisir che ancora oggi, a distanza di quasi due secoli, continua a funzionare. Infatti, proprio per l'anno scolastico 2026-2027 Europa InCanto ha scelto di realizzare il consueto progetto annuale proprio su quest'opera.